mercoledì 19 maggio 2010

Eliminare WAT (KB971033) da Windows 7

L’aggiornamento anti pirateria creato da Microsoft per contrastare il fenomeno delle copie pirata di Windows 7 è stato installato su chissà quanti PC,con il risultato,per chi utilizza una copia pirata,quantomeno fastidioso con l’uscire di schermate che informano l’utente che si sta utilizzando una copia non originale o di inserire un product key valido.

Per rimuovere tutti questi avvisi e continue schermate dovete scaricare ed installare il crack   RemoveWAT

-Una volta riavviato il sistema,si elimineranno il WAT,messaggi,schermate,varie notifiche che spuntano fuori e naturalmente non si riavrà lo sfondo nero del desktop.

  • Ora avremo fatto solo il primo passaggio,per continuare non dovrete fare altro che andare in:
    pannello di controllo>Disinstalla un programma> visualizza aggiornamenti
    (sotto la voce Windows Update) e procedere con la disinstallazione dell’aggiornamento per Windows (KB971033) cliccando con il tasto destro su disinstalla.


  • Ora una volta rimosso,andate nel registro di sistema (start>esegui>regedit) e cancellare la seguente chiave (opzionale ma consigliata):
HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\Windows Activation Technologies
  • si potranno riutilizzare gli aggiornamenti automatici e non si avrà più nessun problema con questo WAT.

martedì 4 maggio 2010

CleanMem V1.5

In this version users can log the actions carried out by CleanMem so users can see physical evidence of what the program has done.

Installation is very simple and straighforward and this works on Windows 2000, XP, 2003, Vista, 2008 and Win7.

When installing in Vista and Win7 the program must be installed with administrator privileges. XP setup is extremely simple, install it and leave it as the program is programmed to run every 30 minutes and then closes itself.

Through Task Scheduler the time can be adjusted to suit the user or left on the default.

In earlier versions, the program would run and close and the only indication was Processes in Task Manager. V1.5 gives users the ability to create a log of the actions carried out and will show the RAM reclaimed at the preset period.

The logfile can be found in C:cleanmem_log.txt. It is important that when creating the log, the argument =false is changed to =true.

The video will explain how to create the logfile, add items to the ignore list or clean only list. In Vista and Win7 users may find that access is denied when trying to save the text files, so simply select Save As and save to your Desktop, then drag and drop into the CleanMem folder and replace the existing file.





Once changes have been made to the text files it is important to double click the corresponding Apply List for either 32bit or 64bit machines. If the actions are not applied they will not be executed - in Vista and Win7 right click the list to be applied and Run as administrator.

Example: right click Apply_Ignore_List_32bit_OS.bat and select Run as administrator.

The schedule can also be changed in Vista and Win7 through Task Scheduler. Simply right click the program name and select Properties. Under the General tab select your OS and under the Triggers tab click the Trigger name 'At startup' and click Edit, then change the time value to suit yourself or leave it on the default.

Please note that in each instance that I have installed this on Vista and Win7 it was necessary to reboot before the schedule becomes active.

I highly recommend this free utility and give it 10/10 for ease of use and performance as it makes use of the Windows API in a very clever way, resources are low and it's not constantly running and using more resources.

Download CleanMem free here V1.5

venerdì 9 aprile 2010

martedì 6 aprile 2010

Convertire file

Ottimo sito per convertire file di ogni tipo.

Cliccka qua

mercoledì 3 marzo 2010

TV LCD: le differenze tra Edge LED e Direct LED

Chi si appresta ad acquistare un televisore, magari spinto dal passaggio al solo segnale digitale, starà sicuramente analizzando il mercato e si sarà accorto che sempre più aziende pubblicizzano televisori LCD a tecnologia LED. Non si tratta di una vera e propria novità anche se, solo da pochi mesi, la tecnologia a LED ha fatto la sua comparsa in modelli di fascia media.

Cos’è la tecnologia LED

In un televisore a cristalli liquidi, gli LCD che compongono i pixel possono essere considerati, per praticità di discussione, come una sorta di piccoli specchietti. Muovendosi, possono far passare più o meno luce andando così dal bianco sino al nero. Per realizzare ciò serve una retroilluminazione sino a poco tempo fa garantita da lampade a catodo freddo.

Simili esteticamente a dei tubi al neon di piccolo diametro, percorrevano (e percorrono ancora nella maggior parte dei modelli LCD presenti sul mercato) orizzontalmente l’intero schermo. Lo svantaggio di questa tecnologia è dato dal fatto che necessita di pannelli di un certo spessore. Inoltre, la luce da loro emessa tende leggermente al blu o al verde (secondo la tipologia di tubo), cosa che ha un’incidenza negativa sulla corretta e realistica riproduzione del colore.

La tecnologia LED, invece, utilizza delle lampade LED sottilissime che permettono di ridurre lo spessore totale di un pannello LCD a meno di tre centimetri. Inoltre, hanno una tonalità più neutra, i colori sono più aderenti alla realtà, il livello del nero è più profondo e permettono un notevole risparmio energetico. Esistono due tipologie d’illuminazione a LED: la Edge LED e la Direct LED.

Tecnologia LCD Edge LED

Tecnologia LCD Edge LED

In un pannello a tecnologia Edge LED i LED della retroilluminazione sono distribuiti tutto attorno sul suo bordo. Sono molti anche se, ognuno di essi, illumina una zona piuttosto ampia dello schermo che va a coprire una sottile ma ben precisa fascia. Ciò vuol dire che tutti i LED di quella fascia devono sottostare alla stessa intensità luminosa. Ne mostreranno, comunque, solo quella dovuta sempre giocando con l’inclinazione dei loro specchietti.

Tecnologia LCD Direct LED

TV LCD Direct LED

In un pannello a tecnologia Direct LED, invece, i LED sono distribuiti in maniera uniforme su tutto il display. Ognuno di essi, quindi, illumina solo i LED della sua piccola zona di competenza. Ciò si traduce in un miglior e maggior controllo che ha rilevanza sulla qualità dell’immagine riprodotta.

Il Local Dimming

Il nero assoluto è sinonimo di qualità dell’immagine in un tv LCD. Se un televisore riesce a ricrearlo, potrà riprodurre un numero maggiore di sfumature di grigio. Ciò vuol dire che le zone più scure dell’immagine non mostreranno un blocco nero, ma potranno rendere visibili tutti i particolari in essa presenti. Per raggiungere (o almeno per tendere) al nero assoluto esistono due sistemi: inclinare lo specchietto del pixel LCD in modo che la luce non passi, oppure spegnere la retroilluminazione. Appare subito evidente che questo secondo metodo permette di realizzare un nero più profondo. Questo spegnimento è conosciuto con il nome di Local Dimming.

Il termine local sta a indicare che non è spenta l’intera retroilluminazione, ma solo quella delle zone dove si sta riproducendo il nero assoluto. Ciò può avvenire anche con televisori LCD a tubi a catodo freddo ma, essendo questi pochi e molto grandi, per potersi spegnersi deve essere nera praticamente l’intera scena. Le cose migliorano con televisori a tecnologia Edge LED. I fasci di LED sono molti, anche se il fatto che debbano comunque illuminare un’ampia fascia di schermo, non permettono l’utilizzo frequente del Local Dimming.

Con la tecnologia Direct LED, invece, può essere spenta la retroilluminazione anche di una piccola porzione di schermo. Quindi, un televisore LCD a direct LED è potenzialmente in grado di garantire il miglior livello di nero attualmente raggiungibile. Inoltre, un Local Dimming più efficace garantisce anche un maggiore valore di contrasto.

In pratica

L’LG 47LH9000 è un televisore LCD a tecnologia direct  LED che sfrutta tutti i vantaggi offerti dal Local Dimming
L’LG 47LH9000 è un televisore LCD a tecnologia direct LED che sfrutta tutti i vantaggi offerti dal Local Dimming

Attualmente sul mercato sono presenti molti modelli LCD a LED, soprattutto Edge LED, ma sono pochi quelli che sfruttano il Local Dimming. Tra i tv LCD a Edge LED possiamo citare il Samsung 40B8000 e il Sony KDL-40ZX1. Sono dotati di pannelli LCD direct LED, ma non hanno il Local Dimming, gli Sharp LC-46LE700E ed LC-40LE600E. Pochissimi, al momento i direct LED con Local Dimming, tra questi merita una citazione l’LG 47LH9000.

lunedì 1 marzo 2010

ABC della 3D TV: come funziona la tv in tre dimensioni

La televisione in tre dimensioni è stata senza dubbio la tecnologia più calda del CES 2010: ne abbiamo parlato a lungo nei nostri resoconti dalle presentazioni di Sony, Panasonic, Toshiba, LG e altri... Ma come funziona davvero la visione in 3D? Cosa serve per realizzarla? Quali opzioni ci sono sul mercato?

Per quanto alta sia la definizione dell'immagine, la televisione ancora non riesce a trasferire il senso di profondità delle immagini. Questo è possibile soltanto quando i due occhi vedono un'immagine leggermente differente, così come avviene nella realtà. La visione di un’immagine diversa per ciascun occhio (visione stereoscopica) permette di ricreare la dimensione della profondità, sebbene in modo illusorio: gli oggetti appaiono su livelli differenti, e in alcuni casi sembrano uscire dallo schermo per venire incontro allo spettatore.

Questo di solito non è possibile se il video è riprodotto su una superficie bidimensionale, come un televisore o lo schermo del cinema, che viene vista contemporaneamente dai due occhi. È necessario che in qualche modo vengano proiettate due diverse immagini, e che ciascun occhio veda solo quella a lui destinata. Con metodi diversi a seconda della tecnologia e del mezzo impiegati, questo è ciò che è reso possibile dalla televisione e dal cinema in 3D. Le due immagini occupano l’intera superficie dello schermo, per cui sono quindi in qualche modo sovrapposte o intercalate tra di loro.

Per separare le due immagini e inviarle ciascuna all’occhio a cui è destinata, è necessario che lo spettatore indossi degli speciali occhiali. Senza questi occhiali, di solito si riesce a vedere solo un’immagine sdoppiata in senso orizzontale. Nelle prossime pagine vedremo come funziona la tecnologia della visione in 3D al cinema e sui televisori domestici, quali sono i requisiti minimi per poterla vedere e che tipo di prodotti arriveranno a breve sul mercato.

Nei cinema 3D, per ottenere l’immagine stereoscopica si utilizzano di solito due proiettori affiancati, che proiettano le immagini sullo stesso schermo. La separazione delle immagini per i due diversi occhi avviene in base al principio della polarizzazione della luce. La luce è composta da fotoni, pseudo-particelle che possono differire tra loro per una caratteristica detta polarità. Un normale fascio di luce è composto da fotoni con polarità verticale e altri con polarità orizzontale, in egual misura. Un filtro polarizzatore è in grado di filtrare i fotoni di una specifica polarità, lasciando passare gli altri. Applicando due filtri polarizzatori con orientamento diverso alle lenti dei due proiettori, e facendo la stessa cosa con le lenti degli occhiali dello spettatore, è possibile fare in modo che ogni occhio veda solo una delle due immagini, ricreando così l’effetto stereoscopico. Ultimamente sta prendendo molto piede la tecnologia di polarizzazione “circolare” di RealD, che non costringe lo spettatore a tenere la testa perfettamente verticale.

Questa tecnologia ha molti aspetti positivi: la qualità di visione è identica a quella del 2D (stessa risoluzione e frame rate, solo un po’ meno luminosa) e gli occhiali sono pratici, leggeri ed economici (tanto che alcuni cinema non si preoccupano nemmeno troppo di recuperarli). C’è però un grosso problema: questo sistema non è utilizzabile sui televisori, o per lo meno non senza pesanti controindicazioni. Non potendo avere le due proiezioni sovrapposte, l’unico modo per separare le due immagini consiste nell’applicare allo schermo un filtro a strisce che applichi una polarizzazione ai pixel delle righe pari, e la polarizzazione opposta a quelli delle righe dispari. Questo significa però che ciascuna delle due immagini risulterà a risoluzione dimezzata: un video 1080i verrà in realtà visto da ciascuno dei due occhi come se fosse a 540 linee. L’altro problema è che il filtro polarizzatore per lo schermo è molto costoso. Attualmente, solo JVC ha in produzione un modello di televisore LCD 3D da 43 pollici da usare con lenti polarizzate, il GD-436D10 e il suo costo è di circa 7.000 dolllari.

La soluzione adottata da tutti i produttori per portare la visione 3D sui televisori a schermo piatto (LCD e Plasma) consiste nell’alternare, nella sequenza dei fotogrammi, le immagini destinate all’occhio destro con quelle per l’occhio sinistro. Lo spettatore dovrà indossare degli speciali occhiali con otturatori “attivi” (active shutters). Si tratta di lenti in cui è presente uno strato a cristalli liquidi che si oscura in presenza di un segnale elettrico. Inviando una sequenza di segnali di oscuramento sincronizzati con la riproduzione dei fotogrammi sullo schermo, è possibile fare in modo che ciascun occhio veda soltanto il fotogramma a lui destinato.

In questo caso, l’occhio vede l’intera immagine con risoluzione “Full HD” 1080p, ma il numero di fotogrammi al secondo che ciascun occhio vede è dimezzato, cosa che rende l’immagine un po’ tremolante. Per ottenere un’immagine di qualità comparabile alla visione Full HD, è quindi necessario raddoppiare il numero di fotogrammi inviati dalla sorgente allo schermo. Se una normale sorgente video è a 50 o 60 Hz, quella di un segnale 3D deve essere almeno il doppio. Lo standard Blu-ray 3D, recentemente ratificato, prescrive infatti che un televisore 3D debba accettare in ingresso un segnale di 120 Hz (e ribadiamo “in ingresso”: negli attuali televisori, si indica con 100, 200 o addirittura 600 Hz la frequenza di visualizzazione, ma il segnale in ingresso è sempre a 24, 50 o 60 Hz). Sorge qui un altro problema: l’HDMI 1.3 non è abbastanza veloce per trasferire un video Full HD a 120 Hz, ed è stato perciò necessario aggiornare lo standard alla versione HDMI 1.4.

Come abbiamo già accennato, anche gli occhiali dovranno aprire e chiudere le due lenti al ritmo di 120 volte al secondo, in modo sincronizzato con la riproduzione dei fotogrammi. Per fare ciò, il televisore deve disporre di un emettitore wireless (a infrarossi o Bluetooth) che invia agli occhiali un segnale di sincronizzazione. Va da sé che gli occhiali con otturatori attivi, dovendo avere elettronica, batteria e cristalli liquidi, sono più pesanti, voluminosi e soprattutto costosi rispetto agli occhiali polarizzati passivi. Non ci sono ancora annunci ben chiari, ma si ritiene che un paio di occhiali con otturatori attivi costerà attorno al centinaio di euro.

venerdì 26 febbraio 2010

Turbo Windows: avvia il pc in un secondo



Inserire la spina, accendere il computer e iniziare a navigare: troppo bello per essere vero! La maggior parte dei pc con sistema operativo Windows fatica ad avviarsi. E questa situazione diventa snervante soprattutto per i computer di casa. Chi ha voglia di aspettare all’infinito prima di ascoltare un cd o di controllare la posta elettronica?

CHIP spiega come mettere il turbo al pc, avviando Windows in un lampo. Si potranno trovare le migliori soluzioni per il tuning e le impostazioni più giuste per risparmiare energia. Si utilizzeranno diversi tool, come Ashampoo WinOptimizer per ottenere un caricamento velocissimo e si sfrutteranno le funzioni di risparmio energetico in XP, Vista e Windows 7. Tutto questo non è magia: è realmente possibile migliorare il tempo di boot del sistema operativo. Tutti i programmi necessari si possono scaricare da CHIP Download seguendo i link indicati nel testo.
Preparazione: mettere al sicuro tutti i dati e misurare il tempo di boot

Prima di eseguire il tuning del pc è necessario completare un paio di passaggi: effettuare un backup di sicurezza dei dati e misurare la velocità di caricamento del sistema. Per le prime operazioni sono utili Ocster Backup Free e Personal Back­up, che possono essere utilizzati secondo necessità. Ocster codifica, a richiesta, l’archivio di backup con una chiave Aes a 256 bit, il secondo tool è invece specializzato nei dati personali e rende sicura anche la comunicazione di rete. Entrambi i programmi sono semplici da utilizzare e lavorano velocemente.
Quando il backup è completato, misurare la durata iniziale dell’avvio di Windows; questo dato sarà il punto di partenza. Per Windows XP si può utilizzare Windows Boot Timer. Con un doppio clic su BootTimer.Exe il pc si riavvia e viene misurato il tempo di boot dal momento dell’inizializzazione dell’NT Loader fino al caricamento di tutti i driver e di tutti i servizi. Se poi si vuole sapere quanto dura l’inizializzazione hardware nel Bios, bisogna invece procurarsi un cronometro tradizionale. Il risultato ottenuto misurando l’avvio del computer di test con XP Home, nel nostro caso, è di 40,8 secondi.
In Vista può essere d’aiuto l’Event Viewer; inserire nella barra della ricerca

evntvwr

e lanciare il tool. Con Registri applicazioni e servizi/Microsoft/Windows/Diagnostics-Perfomance/Operativo si arriva ai protocolli di avvio; quelli che interessano sono i messaggi con l’Id evento 100. Inoltre, questi dati mostrano quanto tempo richiede Vista per avviarsi e se sono emersi problemi. Sul computer di prova, con Vista Ultimate, abbiamo ottenuto un risultato di 41,7 secondi.
Anche nel caso di Windows 7, è possibile misurare il tempo di caricamento utilizzando l’Event Viewer: i passaggi sono gli stessi di Vista. Il nuovo Windows si avvia nel nostro computer in 36,0 secondi, anche perché sono state installate meno applicazioni che rallentano il sistema. Nelle pagine seguenti spiegheremo con quali metodi abbiamo reso più veloce i computer di prova.
Creare un DVD per installare Windows 7 Lite

Un sistema operativo complesso richiede tempi di avvio più lunghi; la versione slim di Windows 7 può ridurre notevolmente la fase di boot. Ecco come fare per preparare un DVD di installazione personalizzato con un sistema più snello. Se intendete fare una semplice ottimizzazione, potete anche saltare questa fase, ma se pensate che infuturo vorrete installare nuovamente il sistema operativo senza rifare tutti questi passagg, o se volete ripetere la procedura su più pc, è bene creare un DVD di installazione già ottimizzato, per risparmiare tempo. Ecco come fare.
Installare e preparare

Scaricare Waik (Windows Automated Installation Kit) per Windows 7. Per avviare l’Iso servirà il programma Virtual CloneDrive. Installare il tool e indicare WAIK-ISO come disco, facendo clic con il tasto destro del mouse sul simbolo CloneDrive sulla barra delle applicazioni. Selezionare, nella successiva finestra, Avviare Setup.Exe e installare Waik. Creare in C:\ due cartelle, denominate Image e Temp. Copiare il contenuto del dvd di installazione di Windows 7 in C:\Image.
Windows 7 molto più compatto

Elemento essenziale per la fase successiva è il file di installazione di Windows 7 Install.Wim, da rintracciare in C:\Image\Sources. Nel file viene stabilito quali componenti di Windows vengono installati. Per dimostrare come avviene la riduzione dei componenti rimuoviamo da 7 il gioco Solitario. Avviare come amministratore il tool Tutti i programmi/Microsoft Windows AIK/Prompt dei comandi per la modalità Windows PE e inserire la riga

dism /get-wiminfo /wimfile:c:\image\sources\install.wim

Si otterranno quattro numeri indice, che rappresentano ciascuno una diversa versione di Windows 7. Per il nostro esempio lavoriamo con la Ultimate e utilizzeremo l’indice 4 nel comando che segue su un'unica riga:

dism /mount-wim /wimfile:C:\image\souces\install.wim /index:4
/mountdir:c\temp

Con questo passaggio viene inserito il file Install.Wim di Windows 7 Ultimate e si imposta C:\Temp come cartella di lavoro. Successivamente è possibile elencare i diversi componenti di Windows con il comando

dism /image:c\temp /get-features | more

Dopo aver identificato il gioco da rimuovere, che ha nome Solitaire, si può eliminarlo con

dism /image:c\temp disable-feature/featurename:Solitaire

Dopo aver rimosso in maniera simile i componenti inutili di Windows, inserire il comando

dism /unmount-wim /mountdir:c\temp /commit

Con questo comando si potrà avere una nuova Install.Win ridotta.
Installare la versione compressa di Windows

Il resto del procedimento è semplice: con il tool Waik Os-cdimage.Exe e il file del settore di boot Etfsboot.Com si può creare un file Iso avviabile, inserendo (sempre su una sola riga) il comando:

oscdimg –n –m –b "c;\program files\windows aik\petools\x86\
boot\etfsboot.com" c:\image c:\win7.iso

Testare l’installazione di Windows creata in VirtualBox; se tutto funziona senza problemi masterizzarla quindi su un dvd, per esempio con ImgBurn.



Il primo passo per ottimizzare l’avvio del pc è l’utilizzo di tool per tuning specifici. Uno dei metodi più usati è ripulire la cartella di avvio automatico e il Registry, deframmentare l’hard disk ed eliminare i servizi inutili. Per il tuning standard esistono tool utilissimi, come CCleaner e Ashampoo WinOptimizer, la cui versione 2010 completa era presete sul DVD di CHIP 02/2010. Il suo predecessore è stato il vincitore del test di CHIP, proposto sul numero di ottobre 2009. Entrambi i programmi girano con le tre versioni di Windows e le loro funzioni sono a grandi linee le stesse; Ashampoo offre in aggiunta l’eliminazione dei servizi inutili.
Windows XP

WinOptimizer, con una scansione completa, trova sul pc di prova con sistema operativo Windows XP quattro servizi superflui e 16 voci di registro non valide. Inoltre, questo programma ha potuto modificare le impostazioni di sistema, rimuovere 1.385 tracce di navigazione e cancellare 361 file obsoleti. Con Inizia ottimizzazione offriamo a Windows XP una cura risolutiva; con Ottimizza le prestazioni/Startup-Tuner/Programmi si possono rimuovere anche i programmi non più utilizzati.
I processi che sono causa di rallentamenti, per esempio iTunesHelper.Exe o il servizio Bonjour, entrambi prodotti da Apple, vengono disattivati con la gestione processi del tool, che tuttavia non funziona con i sistemi a 64 bit. In questo caso è possibile affidarsi al tool di Windows Msconfig, nella scheda Servizi.

Dopo l'ottimizzazione, soprattutto visto che si liberano molti file che possono occupare parecchio spazio su disco, è bene deframmentare il disco. Lo strumento di deframmentazione incluso in Windows XP è decisamente inadeguato, per cui è meglio rivolgersi a un software di terze parti come Defraggler.

Windows Vista
Impostare un processore Dual core nelle opzioni di Avvio di Windows con msconfig



Con WinOptimizer si può ripulire anche Vista. Non serve un tool di deframmentazione poiché Vista esegue questo lavoro continuamente in background. Invece, come soluzione alternativa è possibile scrivere

msconfig

nella barra di ricerca e avviare il tool. In Opzioni di avvio/Opzioni avanzate inserire il valore 2 come numero di processori (vedere qui a sinistra), perché nel test abbiamo utilizzato un pc dual core. Quindi, disattivare con il Task Manager di Windows una serie di processi che girano inutilmente. Dopo questo passaggio Vista si avvia in 31,0 secondi: un miglioramento superiore al 25%.
Windows 7

Il processo di pulizia è lo stesso di Vista, ma rispetto a quest’ultimo risulta limitato, poiché in Windows 7 non esistono troppe applicazioni che potrebbero rallentare il sistema. Certo, anche Windows 7 permette l’adeguamento a due processori con le impostazioni di Msconfig, ma non è stato osservato nessun miglioramento rilevante delle performance. I servizi obsoleti sono pochi, e anche la deframmentazione viene gestita in background. Il risultato del tuning è quindi modesto: l’avvio del pc è stato velocizzato solo di 2,0 secondi (ovvero il 5,6%).



Grazie al tuning è stato possibile guadagnare qualche secondo, ma l’avvio di Windows dura sempre mezzo minuto. La soluzione: lanciare con la funzione Instant on un minisistema operativo con le applicazioni più utili, per esempio Firefox.
Instant on basato sull’hardware

Se si sta progettando l’acquisto di un computer, bisogna fare attenzione a diciture come Tecnologia Instant on o Fast boot. Su pc di questo tipo è presente un chip che può avviare una versione ottimizzata di Linux (di solito Splashtop) invece del sistema operativo principale, e spesso contiene applicazioni utili come browser, media player e Skype. Con questa tecnologia è possibile navigare, chattare o ascoltare musica dopo un massimo di 8 secondi dalla pressione del pulsante di avvio. Se si vuole che il processo avvenga in maniera ancora più rapida, bisogna ricorrere a una scheda madre con tecnologia Uefi, come per esempio la P45D3 Platinum di Msi, che rispetto al vecchio Bios velocizza notevolmente l’avvio dell’hardware; in questo modo il browser si apre in meno di 6 secondi. Se si desidera invece utilizzare applicazioni come Adobe Photoshop bisogna però passare all’avvio normale di Windows, rassegnandosi anche a tempi di boot tra i 20 e i 30 secondi.
Instant on basato sul software

Si può avere l'instant on anche senza sostituire la scheda madre. Si può installare Presto e Phoenix HyperSpace, versione dedicata ai notebook (una demo è disponibile su www.hyperspace.com); in seguito, nel boot manager comparirà una nuova voce. Dopo aver scelto uno dei tool, entro otto o dieci secondi al massimo si avvia un Mini Linux con applicazioni importanti, per esempio Firefox.



Sistemi paralleli: fase di boot più veloce

Stabilire per prima cosa quale sistema operativo deve essere caricato all’avvio successivo: un tool freeware può rendere superfluo il boot manager. Se si gestiscono parallelamente più sistemi Windows, basta selezionare nel boot manager quale dev’essere caricato.
Se si sa già quale servirà all’avvio successivo, è possibile risparmiare tempo. Installare iReboot, che come gli altri programmi citati nel testo si può scaricare da CHIP Download, e lanciare il tool, aggiungendo in questo modo anche un nuovo servizio. Fare clic infine con il tasto destro del mouse sul simbolo del tool sulla barra delle applicazioni e selezionare la versione Windows da lanciare al prossimo avvio; attivare inoltre Reboot on Selection. Non appena si effettuerà un nuovo avvio del pc verrà caricato automaticamente il sistema operativo prescelto.



Se i tool contenuti in un Linux Instant on non sono sufficienti, si può lanciare Windows dallo stand-by. Non è niente più di un trucchetto, ma in questo modo si può evitare la lunga inizializzazione dell’hardware da parte del Bios e la fase di avvio di Windows. Con questa soluzione si può anche risparmiare energia, anche se il pc in stand-by consuma una piccola quantità di corrente.

Windows XP

L’avvio rapido è possibile solo se supportato dal Bios e dal driver del mouse e della tastiera. Riavviare il pc e entrare nel Bios, generalmente premendo il tasto Canc. Qui inserire il valore S3 come Suspend Mode. Lanciare Windows e in Start/Pannello di controllo/Opzioni risparmio energia/Sospensione disattivare quest’ultima voce. Richiamare ora nella gestione delle unità le Proprietà di tastiera e mouse; spostarsi nella scheda Risparmio energia e attivare l’opzione Consenti alla periferica di interrompere lo standby del computer.



Se non si trova la pagina relativa al risparmio energetico significa che manca il driver di supporto; in questo caso potrebbe aiutare una versione aggiornata. Dallo stand-­by, la versione più vecchia di Windows si avvia sul pc del test in soli 7,4 secondi (dunque l’80% più velocemente).
Windows Vista

Con Vista si può utilizzare la modalità ibrida, che combina le funzioni di sospensione e stand-by. Per avviare il sistema operativo fare clic con il tasto destro del mouse sul desktop e selezionare Personalizza, successivamente andare in Screen saver/Modifica impostazioni di risparmio energia/Risparmio di energia/Modifica impostazioni combinazione/Cambia impostazioni avanzate risparmio energia/Pulsanti di alimentazione e coperchio. Se ora si clicca sul pulsante arancione nel menù Start per arrestare il sistema, Vista passa alla sospensione ibrida.
Misuriamo il tempo di risveglio con l’Event Viewer; per l’avvio ibrido bisogna guardare gli eventi con numero ID 300. Il nostro risultato: con 1,4 secondi Vista è il 96,6% circa più veloce.
Windows 7

Anche in questo caso esiste una modalità a basso consumo ibrida. Fare clic su Start/Pannello di controllo/Sistema e sicurezza/Modifica impostazioni di sospensione del computer/Cambia impostazioni avanzate risparmio energia/Sospensione/Consenti sospensione ibrida/Attivata. Se ora si seleziona Sospensione nel menù di avvio il pc si spegne subito. Il risultato stupisce: in solo 1,3 secondi il nuovo Windows si riavvia, con un miglioramento che raggiunge addirittura il 96,9%.
Bilancio del risparmio energetico

Spesso molti pc vengono lasciati in funzione per circa un’ora, ma senza essere utilizzati. Il computer del nostro test richiede in media 90 W, e lavorando otto ore al giorno consuma 730 Wh. Ma in modalità stand-by consuma solo 2,4 W: questo vuol dire che se il pc riposa per 30 minuti durante una giornata lavorativa di otto ore, si risparmieranno 43,8 Wh. Il consumo in stand-by viene quindi ripagato: per 16 ore di riposo servono solo 38,4 Wh e, ciononostante, il pc è pronto per l’uso in un lampo.